sabato 25 dicembre 2021

Servizi

Mi lasci osare adesso prenderti per mano,

consenti che anch'io sappia curare

e sgrano il rosario delle tue dita,

febbre svanita dalle labbra 

sulla mia fronte bambina,

pagina segreta di diario, 

panni stesi ad asciugare,

sui lembi di una ferita,

pasti materni rituali,

gioie del tempio della cucina,

rabbiosi di fretta sacrificati.

Abbracci mutati

in bollette e cose,

lavoro, lavoro straordinario,

cumuli di debiti e carte,

molto pane e niente rose, 

denti curati,

certificati, cibi ed oggetti,

letti disfatti rassettati,

visite e impegni.

Tutto scorso,

mentre conta solo che sei accanto,

sentirti nella stanza, con la coda dell'occhio, la tua voce

per la radio accesa, i profumi del sugo e del bucato.

Ho smesso di contestarlo

e lo trovo scavato nel corpo

come la pioggia fa il fusto

rugoso d'un albero.

Amore per te servizio eterno,

vita scandita dal fare,

cura senza cui il tempo si ferma.

E proprio questo vorrei:

che si fermasse sorpreso l'orologio

senza paura,

nell'istante sospeso d'un sorriso,

nelle pause di senso del riposo.

A dimostrare che tutto scorre 

anche senza fatica. 

martedì 15 giugno 2021

Syntax Horror

Parlare ancora del vento e del mare,

disperdere lo sguardo all'orizzonte

come un seme,

è un'altra sovversione che ci resta,

per sottrarci al vocìo della città, a

Tenerci ancora insieme

Oltre le mille sostanze

vere o artificiali

che ci fanno, ai meme,

a ritmi ed algoritmi delle macchine,

syntax horror,

a corsi inondati di semafori verdi

Di fanali

Persi

che portano al vuoto della periferia.

A volare alto ci guida il maestrale

star a terra con sguardo verticale

per non errare,

camminare spedito

per la strada nostra

cantando magari una canzone

mistica siciliana,

per mano a fratelli e sorelle,

per non errare,

cambiare gli occhi insieme,

a riveder le stelle.

Nuova preziosa polvere cerchiamo,

i padri distratti hanno troppi figli,

resto prodigo e lontano

preferendo alla casa l'universo umano

ad un'incerta eredità, campi di grano.

domenica 30 maggio 2021

La noria

Un ingegno arrugginito,

sperduto qui e distratto,

antica noria schignata e storta, 

due colonne d'una santa porta

d'un culto abbandonato

d'una vecchia gloria nostra. 

Sfiata un fantasma di ciuccio

catturato alla gogna della giostra

per fortuna sotto il fico ed il carrubo,

 frutti futuri agogna

allora acerbi e pendenti

mentre a volte ne gode l'ombra.

I contadini hanno vergogna a raccontare

preferendo i figli piscine turistiche

ai bagni nel pilone,

la noria non ruota, resta noia.

Mille anni a tirare acqua

in piccoli sorsi versati

da pozzi profondi alle costole 

della terra, scavati

dal calcare 

d'operose formiche.

Lasciare l'umore torbido

quieto posato al fondo.

Cada l'acqua dal cielo,

ma quella che non ha fatto

con le nude mani 

la chiedemmo in pegno

alla bianca carne di chianca,

al regno ctonio della madre terra.

Dalle lame, come vene,

sangue di popoli risalendo

la Puglia inondó di vita

una guancia arrossita. 

Seminò tracce di dei

dove l'acqua scorsa

scavò grotte segrete

piene di sacre voci

monaci rondini migranti.

Roccia della storia.

Albero millenario che inanella

inverni

nella sua solida scorza legnosa,

piccoli frutti di linfa preziosa,

insegna a non nominare mai il male.

Barbari, barbe lunghe, bizantini,

arabi rapidi incursori stranieri,

mercanti vettori di saperi africani,

orientali, mediterranei, a Bari, 

estranei e strani, 

nel culto della vita che piove, 

Arcangelo Gabriele, 

a nutrire antiche terre nuove

incrociarono in una sete curiosa

secoli e coste e continenti

attenti a non pescare un'avida

acqua falsa d'un mare che riposa

oscuro e fondo,

nell'abisso di chi scava troppo,

fa la faglia salsa

e secca l'albero sul mondo.

Memoria:

nell'ingegno e in macchina,

nero su bianco,

nei discorsi nebulosi dei vecchi,

nelle rovine disperse nei campi,

scavando nel profondo

senza seccare il seno della terra,

saggio e morbido bere,

raccolta dalle labbra la sua anima

con costanza cerniera, 

strappando al letto torbido

la linfa della vita,

il fresco della sera,

a crescere altra.

Non riempite queste vene

dell'ansia di fare frutta,

non lasciate sia distrutta

da un tendone plastificato,

da una brutta struttura

di cemento armato.

Diffondete la storia

che nessuno dice

alla nostra gente.

Non dica ciascuno l'invenzione

della sua storia privata,

abbiate l'anima di vederla piazzata

al centro del paese.

Sta nelle lame l'anima della Puglia,

una radice salda 

unisce Murgia e mare, 

sangue salato, 

s'infonde nella roccia una noria

a cercare la sorgente.

giovedì 15 aprile 2021

Nelle trame torte 

Del mondo meridionale 

si vede netto il senso.

 Nel pieno fortunale 

Sul mare è ancor più denso

l'orizzonte 

Nel petto si confonde che penso

 e sento 

Come ha insegnato l'invadenza della piazza 

Che entra da un vociare intenso

ed eterno

Che entra dai balconi e dagli specchi

Che entra come voglia di vivere vita

 di ragazza

che hanno i vecchi 

Rumore che fa quieto il sonno ai bimbi 

Sentendo che qualcuno intorno veglia, 

rumore fa nervosi gli stanchi del ritorno.

Rumore fa nemici il sonno e il giorno 

ti chiama al sole, ti costringe a stare 

come un gatto sulla soglia della sera 

per un tiepido festeggiare,

rumore schiuma di mare, dove le onde 

fanno il legno una galera,

gara di voci schiave di remare,

eredi incroci storici da gastemare

Barbe alemanne e arabe facce.



















martedì 16 febbraio 2021

Murgia sassosa l'orizzonte

sembra arido di pietre sole

poroso assorbe lo sguardo

Ma se ci cadi 

questo tempio d'alabastro

Serba felci verdi stillanti

Stretti pozzi narici

Di fresco vento segreto

Stalattiti che attingono

 a pozzi carsici 

di coscienze sepolte

grotte gocciolanti al

 ritmo eterno di lacrima

eco preziosa malinconica d'errore

Che perse il tempo del perdono e

Eternamente lo cerca nello scavo.

È questa la mia monastica

sotterranea città di parole.

All'improvviso

solo il mare libera una gelida polla

polso irruento di pelle trasparente 

quando ha svolto tutto

il suo corso nascosto.

domenica 17 gennaio 2021

Pirati

Espiare d'esser stato pirata,

non romantico d'orbita bendata 

ma aver davvero tradito e trucidato 

sbarcato qui con un branco di cani 

sbandato aver corso la costa 

affamato, per gioco.

Una notte nel buio del mare 

a luci spente per fuggire inseguimenti 

di guardie bizantine

teste appuntite 

mi inventai un dio

che mi guardasse commosso,

una dea madre che ammettesse lei l'errore

a non darmi pane appena diventato

 uomo.

Ma tra i randagi ho tentato come persone natura, 

in un deserto d'acqua, mondo tra mondi,

di sfuggire al potere distante,

aprire le ante di ferro del mondo,

inventare oltre le regole violente dei branchi

trovare uno spazio tra due carte,

un tesoro sepolto,

impadronirsi d'un regno ondeggiante 

di legno.

Nuovo.