martedì 15 giugno 2021

Syntax Horror

Parlare ancora del vento e del mare,

disperdere lo sguardo all'orizzonte

come un seme,

è un'altra sovversione che ci resta,

per sottrarci al vocìo della città, a

Tenerci ancora insieme

Oltre le mille sostanze

vere o artificiali

che ci fanno, ai meme,

a ritmi ed algoritmi delle macchine,

syntax horror,

a corsi inondati di semafori verdi

Di fanali

Persi

che portano al vuoto della periferia.

A volare alto ci guida il maestrale

star a terra con sguardo verticale

per non errare,

camminare spedito

per la strada nostra

cantando magari una canzone

mistica siciliana,

per mano a fratelli e sorelle,

per non errare,

cambiare gli occhi insieme,

a riveder le stelle.

Nuova preziosa polvere cerchiamo,

i padri distratti hanno troppi figli,

resto prodigo e lontano

preferendo alla casa l'universo umano

ad un'incerta eredità, campi di grano.

Nessun commento: