Parlare ancora del vento e del mare,
disperdere lo sguardo all'orizzonte
come un seme,
è un'altra sovversione che ci resta,
per sottrarci al vocìo della città, a
Tenerci ancora insieme
Oltre le mille sostanze
vere o artificiali
che ci fanno, ai meme,
a ritmi ed algoritmi delle macchine,
syntax horror,
a corsi inondati di semafori verdi
Di fanali
Persi
che portano al vuoto della periferia.
A volare alto ci guida il maestrale
star a terra con sguardo verticale
per non errare,
camminare spedito
per la strada nostra
cantando magari una canzone
mistica siciliana,
per mano a fratelli e sorelle,
per non errare,
cambiare gli occhi insieme,
a riveder le stelle.
Nuova preziosa polvere cerchiamo,
i padri distratti hanno troppi figli,
resto prodigo e lontano
preferendo alla casa l'universo umano
ad un'incerta eredità, campi di grano.
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