Espiare d'esser stato pirata,
non romantico d'orbita bendata
ma aver davvero tradito e trucidato
sbarcato qui con un branco di cani
sbandato aver corso la costa
affamato, per gioco.
Una notte nel buio del mare
a luci spente per fuggire inseguimenti
di guardie bizantine
teste appuntite
mi inventai un dio
che mi guardasse commosso,
una dea madre che ammettesse lei l'errore
a non darmi pane appena diventato
uomo.
Ma tra i randagi ho tentato come persone natura,
in un deserto d'acqua, mondo tra mondi,
di sfuggire al potere distante,
aprire le ante di ferro del mondo,
inventare oltre le regole violente dei branchi
trovare uno spazio tra due carte,
un tesoro sepolto,
impadronirsi d'un regno ondeggiante
di legno.
Nuovo.
Nessun commento:
Posta un commento