sabato 21 febbraio 2015

deserto

Tu sei il mio deserto,
quaranta giorni e quaranta
notti ti ho attraversato.
E tu m'hai visto viverti accanto,
perso nelle dune,
m'hai accolto e coccolato
e m'hai chiesto, solo dopo,
perchè non ti ho avvisato.
Ma tu eri dentro ed io, pensavo ,
dentro te, che camminavo.
Quanta,
quanta strada ho errato
in attesa di un segno.
Quanta sabbia ho raccolto e quanta sete
nel viaggio.
Ho dormito all'aperto
per scrutare le comete
dei tuoi cieli.
Ma nulla mi ha detto
se è amore
perchè il vuoto che attraversavo
sempre più denso e sconfinato
era irreale miraggio:
pensavo fosse il tuo
ed era in me.
Il deserto perfetto
dei nomi delle cose.
Un groviglio di attese
vie infinite
abbagliate di specchi
di vapore,
che osano imitare il sole.