Possono leggere il sonno
rubato dalle tue labbra
alla mia faccia evasa,
il pozzo scavato
dove ho cercato
le mie chiavi di casa
che vado cercando ancora
a tarda ora nelle osterie
un fabbro o un conoscente
che abbia un mezzo,
e trovo invece chi
a spallate, chi con attrezzo,
con abili manovre
vuol forzare
per dare occhiate
oziose al gorgo, all'abisso,
per vivere la mia vertigine,
comprare un'indulgenza,
o cerca un pozzo dove gettare
le sue rabbiose
parole contagiate
e farmi diventare suo figlio.
e spargo ramingo pei portoni
di sonno irrisolto
una bava di lumaca
e la mattina
il sorriso martire
d'una bocca
ancora ubriaca