domenica 16 dicembre 2018

Possono leggere il sonno
rubato dalle tue labbra
alla mia faccia evasa,
il pozzo scavato
dove ho cercato
le mie chiavi di casa

che vado cercando ancora
a tarda ora nelle osterie
un fabbro o un conoscente
che abbia un mezzo,
e trovo invece chi
a spallate, chi con attrezzo,
con abili manovre
vuol forzare
per  dare occhiate
oziose al gorgo, all'abisso,
per vivere la mia vertigine,
comprare un'indulgenza,
o cerca un pozzo dove gettare
le sue rabbiose
parole contagiate
e farmi diventare suo figlio.

e spargo ramingo pei portoni
di sonno irrisolto
una bava di lumaca
e la mattina
il sorriso martire
d'una bocca
ancora ubriaca