lunedì 27 maggio 2019

Chissà perchè lo zio gli aveva insegnato a fare il chiappo con l'avena. A tirare via quei semi adesivi e ruvidi a forma di missile, a togliere le diramazioni della parte terminale dello stelo.
Poi bastava un nodo per fare il chiappo. Tutta la famiglia aveva un sacro rispetto per la natura e gli animali. Lo zio accennò solamente, di sfuggita, ad usarla per le lucertole, come aveva fatto con gli amici delle medie. Ovviamente lo fece anche il nipote.
Appena possibile, percorse come un predatore il sottopassaggio di cemento, dove ricordava ci fosse un lato continuamente esposto alla luce ed al calore del pomeriggio e senza vie d'uscita per centinaia di metri.
Così, dopo aver fatto il chiappo, camminava col passo vago, senza particolare attenzione, in attesa di incrociare una creatura sfortunata.
Incrociò una variopinta e lunghissima lucertola in mimetica. Scartò nel verso opposto di cammino appena si accorse del ragazzino, poi si accorse che non bastava e cominciò a correre rapidamente lungo lo spigolo del sottopasso, tra marciapiede e pareti lisce di cementarmato.
Il ragazzo aveva bisogno che si fermasse per catturarla così rallentò e si mise a camminare con passo lentissimo sentendo la sensazione dell'ancestrale cacciatore che l'aveva spinto lì, che si impadroniva di lui come lo aveva ereditato nei geni, irrefrenabile.
Ora conosceva la sensazione potentissima del controllo. L'adrenalina di avere una preda e il dover usare l'energia emotiva per stare fermi. L'abilità degli uomini di gestire le contraddizioni per vincere.

domenica 17 febbraio 2019

che forse questo modo di vivere
è l'antico e il nuovo e l'eterno
lasciare scorrere gli eventi,
come un pettirosso
nei campi non attende
un vestito nè lo compra
ma come sente, quel che ha intorno
al ramo, al momento
tiene addosso.
E sono io che mi vedo e ti vedo
immerso in recente natura
di reti sociali alienate.
che ho paura
siamo tutti semplici oggetti
insopportabili
e presto fuori moda
d'un ingranaggio di cose meccaniche.
E quanto più ci arrendiamo
tanto più diveniamo
oggetto.
Forse l'umanità che andiamo
raschiando dall'eterno
da quando conosciamo di conoscere
è la ricerca dei sensi che non siamo cose
spezzare le catene cause effetto
sottrarci al mulino del karma
e dissolverci donando rose
o aspirando l'essenza

giovedì 17 gennaio 2019

fil.... l.s...o
A Gennaio avviene il miracolo di tempo restituito alla luce. Sono ancora spiccioli di giorno, ma il presagio d'estate racchiuso in quei momenti mi regala una gioia sempre nuova e forte. È forse l'ultimo mio residuo d'infanzia, questo ingenuo esultare. Questo inganno di supplemento di vita, di riscatto dell'esserci sul nulla.
Mi piacciono il tramonto più lungo, il sole più resistente, la notte meno invadente. E mi piace, col mio accumulo di anni e di problemi, dubbi e inquietudini, ritrovarmi ancora a star bene per così poco.