Usa la tua
attenzione come una preghiera,
non fermarti
abbagliato dalle luci cittadine della sera
senza
confronto col tramonto o col giorno
Non farti
assorbire dal rumore intorno
che t'attrae e
ti divora come le sirene.
Anche se è
noia e dolore, non smettere di vivere vero.
Ricorda e
coltiva la verità come una pianta,
con la
pazienza e l'umiltà di un contadino e un pescatore
del pensiero.
Potresti averla
ascoltata dalla voce sbagliata,
incompresa,
sottovalutata o sentita e dimenticata,
lasciata in un
cassetto o (s)vista di sfuggita
tra le
immagini di mille finestre piene,
immagini
scartate perché sembrano brutte,
su un monitor
sbiadite, non fissate su carta.
Chiama verità
quello che ti abita e sei tu,
guarda il
mondo come viene,
dagli un senso
e dei sensi specchiandoti nell'Altro.
Non è una
forza esterna e magica che ti possiede
una volta per
sempre, una volta per tutte
la verità può
essere scordata,
la verità è una cura quotidiana, un rituale,
un banchetto aperto infinito
la verità è una cura quotidiana, un rituale,
un banchetto aperto infinito
non basta
indicarla con un dito:
è un seme da
gettare e sorvegliare.