venerdì 26 luglio 2013
L'uomo che non voleva mai andarsene
Svegliarsi dopo una festa in casa propria è un momento particolare. Delicato come la fine dell'estate. Un sapore di topo morto in bocca. La schiena anchilosata da una postura anomala tipica di chi è caduto come corpo morto sul letto. Inforcati gli occhiali con gli occhi ancora cementati arranco verso il bagno. Acqua fredda. Non basta. Bottiglie e piatti di plastica sparsi. Materiali appiccicosi sul pavimento, mobilia irriconoscibile, da mostra d'arte contemporanea, fusa con vuoti d'ogni tipo e cibi smozzicati in piatti o fuori. La tua pigrizia viene vinta dalla voglia di caffè e finalmente versi tremante la polvere nella moka. Poi un ricordo, che non è un ricordo perchè è ancora troppo recente, ti rende pensieroso e perplesso. E' qualcosa che hai visto, che non quadra, accanto al tappeto. Fai mente locale mentre sonnacchioso ritorni nel salone. Prima ancora di arrivarci, ripassando mentalmente quel che hai visto, realizzi che è una mano. Una mano. Una mano umana! Ovvio che è umana, voglio dire realistica, non finta. Diamine! Una mano in casa mia. Eccola. C'è un corpo attaccato. Che schifo. C'è uno che dorme dietro la mia poltrona. Ma perchè dietro? Un ladro? Perchè un ladro dormirebbe in casa mia? Non è un ladro... Ora scosto il divano e lo guardo... E' un tipo stranissimo, vestito in modo anonimo, troppo anonimo. Ha dei jeans ed una maglietta scura. I capelli sono medi e trasandati, la barba incolta come piace oggi. E' gettato dietro il divano in una posa innaturale ed ha una bavettina che gli esce di lato dalla bocca. Temo sia morto. Sono esterrefatto e resto a guardarlo per non so quanto. E' morto. No, non è morto. Torno a letto. Devo pensarci. Mi poggio un attimo. Mi sto per addormentare di nuovo.
puntata 2 "Ma non posso dormire" gridò Paolo alzandosi di scatto dopo qualche secondo. "Se quello..." nel frattempo si avvicinava di nuovo al corpo per ispezionarlo. ad un certo punto lo annusa. sta per avvicinarsi drammaticamente alla sua faccia quando squilla il telefono di casa. Pronto?
mercoledì 24 luglio 2013
In tre, già ubriachi, andavano ad un matrimonio.
"Vecchio barbone cieco! perchè mi stai toccando? E' arrivato il futuro sposo e devo correre, chè sono il testimone e ci sarà da divertirsi!"
Sghignazzavano a voce alta oscenamente.
Lo tratteneva con una mano ossuta. Era un vecchio marinaio con una maglia di lana bianca bucata di sporco e cenere.
"Una nave..."
"Abbassa le mani, vecchio barbone!"
E lui subito ritrasse la mano.
Ma stavolta il marinaio lo avvolse fissandolo in volto con lo sguardo.
l'invitato si fermò ancora e stavolta ascoltò come un bambino.
Il marinaio ce l'ha in suo potere: la sua volontà è sottomessa ai suoi occhi.
L'invitato si sedette su un tufo. Non poteva far altro che ascoltare.
E allora continuò a parlare, il vecchio marinaio, con quel bagliore speciale nello sguardo.
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