domenica 28 maggio 2023

Ali d'api

Se questi versi

sono ali d'api al miele, 

il detto del maestro

nell'attimo fuggente,

vana danza di pavone,

l'esitazione spezza il filo

del semplice desiderio di bere

alle labbra e fa un gomitolo

di parole nella caverna

chiusa dell'educazione.

Diventa pictura presa

istantanea in mente il poema, 

desiderio che torna alle stelle.

Che peccato! 

Trema la luce che rischiara dall'esterno,

nostalgia di primavera di rientrare

nella tenerezza della terra madre,

impossibile a inverno finito, 

gemma della corolla di petali,

caldo primitivo della sostanza

delle cose prima della creazione,

prima che una Dea ci tocchi.

E allora la Dea ci tocca,

panica fusione,

chiudere dolcemente gli occhi,

dischiudere la bocca,

ballare abbagliati al sole,

perdere i pensieri, 

gemmare, delirare parole 

a cercare sensi sentieri

sepolti

nel pallore invernale.

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