martedì 4 gennaio 2011

ode al dodici barrato

in indagine
osservo in trasparenza
sul tuo vetro spalmato
il sale del mare di maestrale,
la sua impronta digitale,
o
sabbia di deserto,
detrito di scirocco,
che quando porta pioggia
lascia trito
a truccare di rosso belletto
le pallide lamiere delle macchine.
stesso metallo che toglie
il legno pastello
alle vecchie finestre del porto.
stesso metallo colmo sei tu,
dodici sbarrato,
fetta di torta di Bari,
la massa, la crema e la panna in cima,
tagliata male e mescolata a vociare
nella tua pancia.
Sei sguardo di pensionati pendolanti
che vogliono bere il mare
finchè si può.
Sei indomabile irruenza di zagni e zaraffi
vastasi e devastati,
che accetti
a pressione dalle scuole.
campione di Bari,
che per miracolo non esplode.

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