Il virus ci pone di fronte alla dialettica tra l'immune ed il comune. Nessuno si senta immune dice il sistema sanitario. Nessuno si senta escluso.
Le parole immunis e communis derivano dal munus, lo scambio, il dono, la reciprocità.
Municipio è il luogo che raccoglie il dono messo in condivisione. Immunis è la sua negazione, è ciò che si situa fuori dal contatto e dello scambio, Communis è ciò che sta all'interno di questi scambio.
La comunità è nata così prima di diventare Stato. Poi ha formato autorità centrali religiose e di potere.
Gran parte dei meccanismi sociali etologici sono interpretabili come finalizzati alla gestione delle relazioni tra individui della stessa specie e tra specie che vivono in ambienti comuni, soprattutto tra i mammiferi.
Le emozioni provengono da un meccanismo adattivo evolutivo dei mammiferi che hanno addirittura organizzato fisiologicamente degli script psicofisici di interazione interno-esterno.
L'antropologia ha approfondito i nessi tra queste forze e le diverse culture, e ne troviamo eco nelle riflessioni sulla Biopolitica da Foucault in poi.
Ci sono dinamiche di risposta e comportamenti automatizzati, script, con radici più profonde dell'educazione e della psicologia individuale.
In maniera evolutiva, specie e culture hanno modificato adattivamente la percezione del ruolo e del senso dell'individuo rispetto ai gruppi di livello superiore cui appartiene.
In alcune specie, come le api, il concetto di individuo rispetto all'entità collettiva dell'alveare in pratica non esiste.
Per questo di fronte a cambiamenti così repentini bisogna ricorrere ad analisi più profonde del livello politico, che vadano a riflettere e considerare tempi più lunghi, tempi storici, tempi bio-evolutivi.
La cultura di massa attuale ha spesso cercato o pensato di comprimere tutto in un presente stabile ed eterno, dominato da individualismo, alienazione, reificazione degli esseri viventi spesso attraverso parametri economici, teorizzando addirittura la fine della storia.
Laddove anche le esperienze e le conoscenze, le emozioni e la cura sono diventate merce, anch'esse hanno assunto un valore relativo, si sono alienate, sono diventate oggetti scambiabili ed hanno perso lo statuto di riferimenti "sacri" nel senso di intoccabili.
Il
rovescio è che la vita coi suoi valori e i suoi particolari è diventata banale e futile, incomunicabile. Sempre meno persone riescono ad apprezzare
fino in fondo, in modo universale, le motivazioni, le azioni, il senso di una vita, se non l'individuo stesso che le esperisce o un gruppo di pochi appartenenti a gruppi. In questa inflazione s'è
smarrita l'universalità della specie, e più in largo dei viventi; più in piccolo, il senso della
comunità.
Difficilissimo
comunicare con profondità il valore di interessi molto complessi come
l'arte, la solidarietà, l'impegno socale, laddove tutto sembrava fatto
non di persone e relazioni, ma dalla superficie di oggetti manipolati e
manipolabili.
La stessa parola interesse, nata come idea di una essenza condivisa è stata sussunta nella lingua economica nel suo ristretto e bieco valore di scambio.
In
questo contesto gli uomini, di fronte ad una impossibilità di scambiare
il valore, non riescono nè a raccontarsi collettivamente nè a riconoscere il vero o
ad acquisire consapevolezze.
Per questo nella quarantena una massa di giovani continuano ad uscire e a non rispettare i divieti.
Anche
le verità più solide sembrano pronte ad essere dissolte da punti di vista ristretti, da una diffidenza universale, da brevi confronti
con esperienze e tempi nuovi.
Anche verità profondissime devono
continuamente essere confermate per non andare dimenticate.
Il vero degli uomini non è più la risultante di una opinione pubblica, degli infiniti punti di vista degli umani intorno e la loro intimazione al contempo individuale e collettiva.
E' forse necessaria una rinuncia alla proprietà delle conoscenze per condividerle tutte e
dare un senso alla continuità della vita psichica della comunità. Così
si crea valore, dando senso, allargando il punto di vista condiviso
sul mondo. Ma questo va accompagnato da una operazione di garanzia collettiva e sempre rinnovata non in senso coercitivo ma in modo operativo.
Per questo molti sentono la situazione attuale prossima ad una sorta di ritorno del medioevo.
Ne il medioevo prossimo venturo Beppe Vacca portava avanti le riflessioni del club di Roma sui limiti dello sviluppo e iniziava la riflessione proprio definendo il medioevo.
Identificava una delle caratteristiche fondanti di quel periodo nella dissoluzione di grandi istituzioni comunitarie contenute nell'Impero Romano.
La questione del virus ripropone in altra forma l'inevitabilità della communitas nelle società di massa contemporanee.
Ai tempi dei Seminari del Prof. De Feo, assistetti ad una presentazione di R. Esposito su Communitas. Origine e destino della comunità in cui si sosteneva che la comunità è molto più forte e profonda di una dimensione ed un diritto individuale.
L'analisi di Esposito arrivava a descrivere la communitas come un'entità molto più consistente della somma degli individui.
L'età moderna con la nascita delle Nazioni ha cancellato nella forma dello Stato la sovrapposizione di poteri di gruppi differenti che si erano creati nel Medioevo tendendo a uniformare così popoli, culture, giurisdizioni, amministrazioni, su territori di dimensioni "discrete". Uno storico come Braudel vede la nascita del capitalismo in questa protezione legale dei monopoli da parte dello Stato.
Nell'età contemporanea invece l'aumento demografico e della densità, le questioni sociali e produttive hanno creato una conflittualità tra dimensione economica e organizzazioni statali. Lo notiamo per esempio rispetto al capitalismo finanziario come sostiene de Maillard ne " Il_mercato_fa_la_sua_legge".
Dal secondo dopoguerra lo sviluppo economico si è caratterizzato spesso proprio in forme antitetiche alle forme di organizzazione statale (deregulation, multinazionali, evasione fiscale, Mafie, finanziarizzazione, etc. )
La questione della salute, dell'imprevedibilità delle malattie e dell'organizzazione della comunità rimette in discussione l'equilibrio tra communis ed immunis che il liberismo aveva spostato sulla pretesa dei diritti individuali.
Tocca ora alla categoria della politica rispondere.
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