noia dell'abitudine agli sguardi,
col rumore intorno che troppo
alza il prezzo dell'attenzione
all'anima tua schiacciata
da una maschera miniata d'oro.
rispondo a parole usate
ma ancora buone e come nuove,
quasi spettro dell'ade che non vola e non cade
che vuole tornare reale.
Un obolo di parole da tributare
a rinfrescare sere d'ombroso piacere,
piccola moneta mandàla,
cocktail mescolato non scuotuto
distrattamente va versato.
Gioia brillante di cristallo distante,
gioco senza frontiere,
stella cadente,
colpa ne ho se l'ho colta?,
l'aleph ch'è balenato per errore
sfuggito dal riso,
inseguendo per il vicolo
mi vedresti urlare
"fermati sei bellissimo"
o
triturare verdi versi di mojito profumati
esotici accenti pestati traballanti ubriachi
in rissa d'emozioni trascinati...
mi piacerebbe invece esser più nostrano
essere più uno strano
primitivo
lasciare scorrere un rigo di sangue
sulle labbra come un morso.
1 commento:
molto bella questa poesia, complimenti!! vorrei pubblicarla sul mio blog, www.paranooyde.blogspot.com.. se vuoi puoi rispondermi a paranoyde@hotmail.it.. ancora complimenti...
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